Attenzione: contiene spoilers. Se siete tra i pochi che non hanno ancora visto il film smettete di leggere adesso per non rovinarvi la visione.

Trama (presa da Wikipedia)

All’incirca trent’anni dopo la battaglia di Endor e la distruzione della seconda Morte Nera, Luke Skywalker, l’ultimo Jedi, è scomparso. Sia la Resistenza, una forza militare sostenuta dallaRepubblica e guidata dal generale Leia Organa, sia il sinistro Primo Ordine, nato dalla ceneri dell’Impero Galattico, perlustrano la galassia nel tentativo di trovarlo.

Poe Dameron, un pilota della Resistenza, viene mandato su Jakku per incontrarsi con l’anziano Lor San Tekka e recuperare una mappa che si crede conduca a Luke. Allo stesso tempo anche il Primo Ordine sta cercando di recuperare la mappa; il misterioso Kylo Ren atterra su Jakku e attacca il villaggio in cui si trova Poe. Quest’ultimo nasconde la mappa nel suo droide, BB-8, e lo manda via. Kylo cattura Poe e ordina agli stormtrooper di massacrare gli abitanti del villaggio, tra cui lo stesso Tekka.

Uno degli stormtrooper, FN-2187, incredulo di fronte alla brutalità del Primo Ordine, aiuta Poe a fuggire; i due rubano un caccia TIE ma vengono abbattuti e precipitano su Jakku. FN-2187, ribattezzato Finn da Poe, sembra essere l’unico sopravvissuto. Nel frattempo BB-8 viene trovato da Rey, una giovane donna che sopravvive vendendo rottami trovati nel deserto e che è in attesa dei suoi genitori. Finn incontra Rey e BB-8, ma improvvisamente i tre vengono attaccati dal Primo Ordine e fuggono a bordo di una vecchia nave abbandonata, il Millennium Falcon.

Han Solo e Chewbacca catturano il Falcon, che era stato rubato loro anni prima. Han rivela che Luke scomparve dopo che uno dei suoi apprendisti passò al Lato Oscuro . Alla base Starkiller, un pianeta convertito in una super-arma capace di distruggere interi sistemi stellari, Kylo Ren viene informato dal Leader Supremo Snoke che l’unico modo per resistere al richiamo del Lato Chiaro è uccidere suo padre, Han Solo. L’equipaggio del Falcon si reca sul pianeta Takodana per incontrare Maz Kanata, una piratessa aliena che può aiutare BB-8 a raggiungere la Resistenza. Nei sotterranei del castello di Maz, Rey trova la spada laser appartenuta a Luke e a suo padre prima di lui e ha una visione indotta dalla Forza. Maz spiega che è prescelta a possedere l’arma ma Rey, spaventata e confusa si rifiuta di toccarla. La piratessa consegna la spada a Finn, in modo che possa consegnarla alla ragazza quando sarà pronta.

Il Primo Ordine attacca il castello di Maz. Nel frattempo la base Starkiller, su ordine del generale Hux, distrugge l’intero sistema stellare di Hosnian. La Resistenza, guidata dallo squadrone diX-wing di Poe Dameron, sopravvissuto all’impatto su Jakku, giunge in soccorso di Han, Finn e BB-8; tuttavia Rey viene catturata da Kylo Ren e portata a bordo della base Starkiller. Kylo tortura Rey per cercare di ottenere i dettagli della mappa, ma la ragazza riesce a resistere alla tortura. Approfittando dell’assenza di Kylo, Rey fugge usando un trucco mentale Jedi. Intanto Han, Finn e BB-8 si recano su D’Qar, la base della Resistenza, per cercare di ideare un piano per fermare il Primo Ordine.

Il Primo Ordine punta la base Starkiller contro D’Qar; Finn, Han e Chewbacca vengono mandati in missione per sabotare l’arma e permettere agli X-wing della Resistenza di penetrare le difese e distruggerla. Il gruppo riesce a trovare Rey e a piazzare numerosi esplosivi per sabotare la base Starkiller. Han si confronta con Kylo Ren, il cui vero nome è Ben, e cerca di convincerlo ad abbandonare il Lato Oscuro e a tornare a casa con lui, ma Kylo lo trafigge con la spada laser, uccidendolo. Impazzito dal dolore per la perdita dell’amico, Chewbacca colpisce Ren con la sua balestra laser e innesca gli esplosivi.

I piloti della Resistenza superano le difese del Primo Ordine e attaccano la base Starkiller, innescando una reazione a catena che fa collassare l’arma. Nel frattempo Kylo, ferito, insegue Rey e Finn, che lo affronta usando la spada laser di Luke. Finn viene ferito gravemente, ma Rey recupera la spada laser e combatte contro Kylo. La ragazza riesce a sopraffare Kylo grazie alla Forza e a sfregiarlo in volto, ma i due vengono separati da una voragine che si apre nel terreno. Snoke ordina al generale Hux di evacuare il pianeta e portare Kylo con sé; Rey, Finn e Chewbacca fuggono invece a bordo del Falcon.

Il gruppo fa ritorno su D’Qar, dove il droide R2-D2, spentosi dal giorno della partenza di Luke, si riattiva e rivela il resto della mappa. Rey parte insieme a Chewbecca e R2-D2 a bordo del Falcon per raggiungere Luke su un’isola di uno sperduto pianeta, e gli porge la spada laser di suo padre.

Impressioni

Parto subito con il giudizio: ho trovato l’esperienza deludente. Mi aspettavo qualcosa di più visto il franchise in oggetto e l’indiscusso talento di J.J. Abrams.

Il film in sé non è brutto. Si lascia vedere e le due ore di programmazione passano senza intoppi. Dal punto di vista visivo è un ottimo spettacolo:  ottima fotografia, effetti speciali eccellenti, bei panorami e ambienti.

E qui, a mio avviso, finiscono le note liete. La trama di questo film è un pot-pourri dei vecchi film.

Si comincia con un droide che contiene una mappa che deve assolutamente essere recapitato presso la ribellione. Nel frattempo il velivolo che trasporta il droide BB-8 (fatto benissimo e in pieno star wars style) precipita su un pianeta desertico.

Qui ci si imbatte in un assaggio di questo fantomatico Primo Ordine, che in soli 30 anni ha preso il posto dell’Impero non si sa come. Sia come sia, gli stormtrooper, che avevamo imparato a conoscere come cloni, sono invece dei bambini rapiti alle famiglie e poi cresciuti per servire i “cattivi”.

Sul pianeta desertico c’è la nuova eroina della saga, Rey, una commerciante di rottami in cui la forza scorre possente. Da qui inizia una corsa attraverso sistemi planetari che vedrà unirsi alla compagnia le vecchie glorie Han Solo, Chewbecca, la principessa Leia, R2-D2, C3-PO e nuovi personaggi, come il pilota Poe Dameron, il soldato del Primo Ordine rinnegato Finn, il nuovo Darth Vader che altri non è se non Kylo Ren, il figlio di Han Solo e Leia Organa che indossa una maschera come suo nonno ma non si capisce il perchè lo faccia.

C’è una nuova Morte Nera, che stavolta non è una luna ma un intero pianeta che viene fatta saltare dalla ribellione con le stesse scene di inseguimento nei canali.

Insomma, più che un nuovo film si tratta di un remake di Episodio IV – Una nuova speranza, con in più idee e temi tratti dagli altri film della saga, il tutto mescolato in un pastone che centrifuga nostalgia e aspettative in un paio d’ore frenetiche.

In poche parole… zero idee. La Disney ha puntato sul sicuro dando ai fan esattamente quello che volevano: more of the same, per dirla all’inglese. Abrams e Kasdan (già sceneggiatore della trilogia originale) non si sono certo sprecati, e hanno puntato sul sicuro per mettere in moto l’enorme macchina commerciale che il marchio Star Wars è in grado di muovere. Il film è piaciuto, spesso con commenti entusiastici, per cui, da questo punto di vista, il risultato preventivato è stato raggiunto e addirittura superato.

Personalmente invece rimangono parecchi rimpianti sulle occasioni sprecate. Il nuovo cast non mi convince molto.

Rey è carina, tosta, atletica, ma è perennemente in bilico tra l’aggressività e l’essere inerme di fronte alle prove che deve sostenere. In più, senza nessuno sforzo, impara a padroneggiare la Forza senza che nessuno le dia aiuto. Si vede che nascere su pianeti deserti è di buon auspicio.

Finn: il soldato rinnegato del primo ordine ha buoni tempi comici, ma troppo spesso la sua recitazione è sopra le righe, passando da codardo ad eroe nell’arco di pochi secondi.

Kylo Ren: il nuovo Dart Vader, almeno nelle intenzioni. Indossa una maschera senza motivo, quando si incazza mena fendenti a casaccio con la spada laser più brutta di sempre spaccando tutto. Dovrebbe incutere timore, invece risulta solo patetico, dove inceve Dart Vader incuteva timore con la sola presenza e senza muovere un dito.

Poe Dameron: visto troppo poco, ma sembra dover rilevare il ruolo di Han Solo come guascone e scavezzacollo nella nuova saga.

Generale Hux: l’attendente di campo del Leader Supremo del Primo Ordine. Il suo discorso tenuto alle truppe è una delle fasi più patetiche di tutto il film. Un insieme di frasi roboanti e inconcludenti con parecchi richiami all’iconografia nazista, non ultimo il saluto fatto dalle truppe schierate. Mancava solo la lacrimuccia per rendere completa la scena dell’invasato.

Leader supermo Snoke: già il nome fa un po’ ridere, richiamando i cartoni animati per bambini dove più un titolo è altisonante, più è importante la carica ricoperta. In più, per aspetto e modo di parlare, sembra un Gollum versione gigantesca (anche se sia io che il mio amico con cui ho visto il film ce lo immaginiamo un tappo quando si mostrerà dal vivo e non come ologramma). Ho scoperto solo in seguito che l’attore che dona le fattezze a questo figuro è Andy Serkis, il che mi ha fatto capire perchè il richiamo a Gollum fosse così forte.

Han Solo e Leia Organa: non posso nascondere di aver provato un brivido quando ho rivisto Han, Chewbecca e Leia, ma la meraviglia è passata velocemente. Pur bravi, questi attori mi sono sembrati fuori posto, vecchi e stanchi. Per fortuna Solo è stato eliminato dalla saga in modo quasi eroico, e rimarrà solo il ricordo del truffatore spaziale conosciuto nella trilogia originale. Leia ha meno spazio, ed è un personaggio prevalentemente statico, che funge da mero raccordo tra i vecchi film ed i nuovi.

Se per questo film la produzione ha voluto puntare sul sicuro, sul prossimo dovrà osare qualcosa di più. La storia dovrà essere nuova ed inedita, altrimenti facciano un mero remake senza spacciarlo per un sequel. Tra spin-off, serie tv e seguiti veri e propri nei prossimi anni saremo inondati dal fenomeno Star Wars. Mi auguro di tutto cuore, da vecchio fan della saga, che si torni a narrare una storia e non solo a proporre splendidi effetti speciali e battaglie campali.

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